FRANCAVILLA “IN” SINNI O FRANCAVILLA “SUL” SINNI: È QUESTO IL NOSTRO GRANDE PROBLEMA?

di Luigi Viceconte

“Francavilla in Sinni” o “Francavilla sul Sinni”? Qual è il nome ufficiale del nostro comune? Torna il dilemma !
Nel 2003 l’argomento è stato oggetto di interrogazione da parte dell’On. Mario Lettieri. Ne è stata investita la Deputazione di storia patria per la Lucania, la quale ha risposto che, come risulta dal Regio Decreto n. 1218 del 26.03.1863, la denominazione ufficiale è Francavilla in Sinni. Nello stesso anno il Consiglio comunale con atto n.37 del 12 agosto, preso atto di quanto sopra, ha deliberato di voler modifica- re la denominazione ufficiale del Comune da “Francavilla in Sinni” in “Francavilla sul Sinni” e di trasmettere copia della deliberazione alla Regione Basilicata per i provvedimenti di propria competenza. Il procedimento, però, non è stato portato avanti e, così, è rimasto tutto come prima. La stragrande maggioranza dei cittadini è completamente indifferente al problema. I pochi “tifosi” della preposizione “sul”, inflessibili e pervicaci, dopo nove anni di silenzio, si sono fatti vivi e chiedono che il procedimento venga ripreso e concluso. Tra questi c’è anche chi è convinto che la deliberazione n.37 abbia già prodotto l’effetto di modificare la denominazione del Comune e reclama che le si dia esecuzione. Questi, però, o ha letto male l’art.133 della Costituzione e la L R n.40/1980, o è in malafede. Con questa premessa, prima o poi del problema si tornerà a discutere. Ritengo, perciò, che sia opportuno ed utile approfittare del veicolo di informazioni, che sicuramente sarà il periodico LORICO, per tornare sull’argomento e fornire ai cittadini i dati obiettivi, documentali, affinché si facciano un convincimento proprio e genuino, senza condizionamenti. Alla denominazione attuale del Comune si è pervenuti nei primi anni successivi all’unificazione d’Italia. Il nuovo Stato ha ereditato dagli stati preunitari un’infinità di Comuni aventi lo stesso nome. Ben otto erano denominati Francavilla. Per evitare confusioni fu imposto a tutti i Comuni con problemi di omonimia di aggiungere al nome di ciascuno un ulteriore termine di specificazione. Il nostro Comune con deliberazione del Consiglio comunale del 12 novembre 1862 ha adottato la denominazione “Francavilla in Sinni”. Tale denominazioneéstata,poi,resaufficiale con l’inserimento nel Regio Decreto n°1218/ 1863. Scorrendo il R.D. si riscontra che anche in tan- ti altri Comuni tra il nome ed il termine di specificazione é stata posta la preposizione semplice “in”, che, per il nostro Comune, qualcuno giudica incongrua con il contesto dei luoghi, in quanto l’abitato non è proprio nel letto del fiume. Viene spontaneo chiedersi se fossero tutti ignoranti gli Amministratori ed i Cancellieri co- munali del tempo. Don Biagio Gaetano Mango, all’epoca Cancel- liere di questo Comune, almeno, non lo era; era laureato in Giurisprudenza. Il fatto è che all’epoca, così ci si esprimeva, almeno negli atti pubblici; si usava un italiano notarile, di derivazione latina, ove “in” corrispondeva ad “apud” latina = ( presso ). Potrebbe essere anche che il Consiglio comu- nale volesse dire “Francavilla in valle Sinni” e, per esigenze di brevità, abbia sottinteso la parola “valle”. In ogni caso, va contro legge chi, non curante degli atti, in particolare del R.D. n. 1218/1863, persevera nell’uso della denominazione Francavilla sul Sinni. Il fatto, poi, che detto R.D. ultimamente sia finito sotto la mannaia delle così dette norme “taglia leggi” (legge n. 246/2005 e D. Lgs. n. 179/2009, come modificato dal D. Lgs. n. 213 del 2010 ) per noi è irrilevante perché la norma abrogata cessa d’avere efficacia per il futuro, ma continua a disciplinare i fatti verificatisi prima dell’abrogazione ( art. 11 disp. prel. cod. civ. ). L’argomento appartiene alla storia e va affron- tato attraverso fatti e documenti, altrimenti si raccontano favole; si rischia di mistificare. Comunque, i gusti sono gusti ! Ognuno è libero di pensarla come crede; può trovare la denominazione ufficiale stonata, sgradevole ecc. e può, quindi, farsi l’opinione che si debba modificare. Per quanto riguarda l’asserita incongruenza delle preposizione “in” con i luoghi, si osserva che incongruente con i luoghi sarebbe anche la preposizione “sul”. Se si consulta un qualunque vocabolario della lingua italiana si può avere conferma che la preposizione articolata “sul”o serve a formare un complemento di stato in luogo,conil significato di “sopra ” ( e con riferimento a cose che sono a contatto), o indica immediata   vicinanza, “adiacenza”.  Il centro abitato neppure è situato sopra il fiume nè è adiacente o nelle immediate vicinanze del medesimo; ne dista più di due chilometri. Col cambio della preposizione, quindi, si farebbe il famoso buco nell’acqua. Però, se c’è qualche “capatosta”, che insiste “nun me piace ‘o presepe”, c’è poco da fare; la Costituzione garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente anche i propri gusti. Allora, il capatosta non aspetti che lo facciano gli altri, si esponga, si rimbocchi le maniche e si cimenti nella raccolta delle 2000 firme,che occorrono per promuovere il referendum con- sultivo, che è sì costoso ma paga Pantalone. Champagne !  ( Alla fine, il conto sempre a noi contribuenti sarà servito). Tenga in conto, però, che le procedure di tutti gli uffici pubblici sono informatizzate e riconoscono la denominazione “Francavilla in Sinni”. La modifica della denominazione, nelle more dell’adeguamento ad essa di dette procedure, comporterebbe gravi e duraturi disagi ai cittadini. Si fermerebbero, almeno nei rapporti con i cittadini di questo Comune, Uffici postali, Ban- che, Ospedali, Agenzie delle entrate etc. Indipendentemente dall’esito del referendum, un guiness dei primati sarebbe garantito. Finora, mai una preposizione semplice è co- stata tanto. Non sarà facile convertire la gente al cambio. Le questioni sottili o, come si dice da queste parti, di lana caprina, più che attrarre, irrita- no, e non poco, chi, più che di stramberie ha fame di pane. Eh, sì, i tempi si son fatti tanto difficili !La gente ha ben altre salsicce per la testa !Non ride più ! Oltre che a starci con i piedi, per terra ci sta col deretano! Con quello che le entra in casa non arriva più alla terza settimana !  E le cose non tendono a migliorare; tutt’altro! Per quanto riguarda, infine, le ragioni grammaticali che sconsiglierebbero l’uso della pre- posizione “in”e le farebbero preferirle la preposizione articolata “sul”,  a parte il fatto che neppure quest’ultima, almeno secondo il signi- ficato  che ha oggi, rende  l’idea  dell’effettivo stato dei luoghi,  non riesco ad individuare la grammatica alla quale si faccia riferimento.  È notorio che nel 1862 nella provincia di Basilicata del regno di Napoli mancava una grammatica della lingua ivi parlata e scritta.         Le grammatiche esistenti, a cominciare da quella di Leon Battista Alberti (1440) per finire a quelle del Puoti (1833) e del Manzoni sono tutte grammatiche della lingua Toscana.   Che nelle varie Province degli Stati preunitari non si parlasse alla stessa maniera è un dato pacifico.  L’Italia del 1862 era ancora l’Italia dei tanti dialetti, uno per Comune. È indicativo che nei primi anni di Stato unitario si rese necessario pubblicare ben 700 grammatiche.  Infine, per quanto riguarda specificamente questa area, in alcuni documenti dell’Archivio di Stato di Potenza (Fondo Prefet. 1860-72, fasc. 164), si legge che le prime grammatiche adottate nelle scuole elementari della provin- cia di Basilicata sono le due compilate da Giovanni Scavia, stampate rispettivamente, nel 1863 ( un anno dopo che è stato reso ufficiale il nome“Francavilla in Sinni”) e nel 1865. Gli italiani italofoni nel 1861 erano una sparu- ta minoranza, il 2,5% secondo T. De Mauro, e, di questi, i toscani erano la massima parte; tutti si esprimevano nel proprio dialetto. Non mi si dica che ci si riferisce alla grammatica della lingua italiana di oggi,perché,se fosse così eciòfosseritenutocorretto,giun- geremmo all’assurdodidoversegnareconla matita blu tutti gli scritti in lingua italiana dal XIII° al XIX° secolo !  Allora, come si fa a dire che alcunché violi una regola se non si sa quale sia questa regola? In ogni caso le regole non hanno effetto retroattivo. A questo punto, se neppure le difficoltà della procedura, i costi, i tanti e duraturi disagi che ne conseguirebbero per i cittadini e tutto quanto altro fanno desistere dal volere il cambio del nome, perché non valutare se non sia più giusto ed utile tornare al nome di origine “Francavilla” e nient’altro ? Almeno non avremo più i problemi di spazio, che puntualmente, ogni volta che dobbiamo compilare un modulo con le caselle prestampate, ci dà il nome Francavilla in Sinni e che ancora di più ci darebbe il nome Francavilla sul Sinni”, che è più lungo di una lettera. Il pericolo di fare confusione con gli altri sette Comuni, una volta omonimi, non c’è più, in quanto questi mantengono pacificamente il termine di specificazione aggiunto al nome. Nel frattempo, piaccia o non piaccia, fino a quando non la si modifichi, siamo tenuti ad usare la denominazione “ Francavilla in Sinni”.

 

 

PERIODICO INFORMATIVO “LA BOTTEGA DELLE IDEE” : UN PROGETTO PER IL TERRITORIO

 a cura dell’Associazione Culturale “La Bottega delle Idee 

Il nostro intento è infatti quello di coinvolgere tutti i Comuni della media valle del Sinni – Pollino affinché si possa attivare la redazione in tutto il comprensorio, coinvolgendo non solo aspiranti giornalisti, ma anche amanti dell’informazione e della crescita culturale, giovani e associazioni che chiedono di esprimere il loro pensiero. Un giornale comunitario aperto, dialogico, di informazione obiettiva, di ricerca, voce e specchio della comunità e non solo. L’editoria locale può rendere di fatto un grande servizio al territorio. Ad una comunità importa di ciò che succede al suo interno ed un giornale locale assolve a questa fondamentale funzione attraverso il racconto delle attività (buone o meno buone) delle istituzioni nella formazione di un’opinione pubblica. Attenzione, quindi, riservata a tutto ciò che fa comunità con lo scopo finale di informare e lasciare alla comunità la decisione di una scelta. Il territorio di cui il “periodico” vuole essere voce non è un confine geografico, ma umano: ha i volti delle persone, delle famiglie, dei gruppi, delle associazioni, del volontariato, della comunità parrocchiale, che rendono vivi i nostri paesi. È il volto della memoria e della cultura locale, delle piccole e grandi storie, quello che vorremmo raccontare, per ricostruire un’appartenenza fatta di conoscenza non virtuale di ciò che accade dietro l’angolo e che sollecita e progetti di comunità. Tutto ciò ed altro sarà proposto al fine di promuovere la nostra cultura, intesa nel senso più generale del termine: la cultura del territorio (storica, folkloristica, enogastronomica) e la cultura personale di ognuno di noi. Il risultato è la creazione di uno spazio di interscambio tra le realtà esterne e la comunità stessa che permetta a tutti coloro che lo desiderano di prendere parte a questa esperienza editoriale con contributi personali. Per contribuire ai contenuti di questo prodotto editoriale attraverso articoli, opinioni e foto non esitate a contattarci. Saremo lieti di dare voce a ciunque voglia prendere parte a questa esperienza. I contributi inviati saranno sottoposti ad una valutazione preventiva, da parte della redazione, che terrà conto dello spazio disponibile e della tipologia dei temi proposti.

L’OMBELICO DEL MONDO

di Nicola Vitola

Quando tanti anni fa, appena ventenne, in una calda mattina di fine estate dovetti prepararmi con i miei al repentino ed inatteso trasferimento per la città, il distacco fu decisamente doloroso. A dir il vero, un precedente allontanamento lo avevo avuto dieci anni addietro, quando mi portarono per la prima volta in collegio a proseguire gli studi, ma quello fu principalmente dalla famiglia, questo invece era dal paese, che fino allora avevo ritenuto essere l’ombelico del mondo.

E così partii.
Uno, due, tre… gli anni passano ed il rischio è che quel filo, che ancora ti lega, si spezzi, per poi accorgerti che è cambiato tutto, a ritrovarti esule nella propria terra. Ora al paese ci torno di rado e come scrisse il grande poeta lucano Leonardo Sinisgalli “…io so di essere stato tradito per tutta la vita uscendo fuori dalle mie dolci mura, io che non ero innamorato di carte e di stampe, ch’ero nato senza appetiti, senza fiamme nella testa, e volevo semplicemente perire dentro la mia aria.”
In fondo, però, Francavilla è rimasta sempre il mio ombelico del mondo, il luogo della partenza e del ritorno, nell’ostinazione a voler restare e nella costrizione a dover andare, il luogo da dove non mi muoverei più, quando per qualche giorno torno a sedermi a casa mia.

UN GIORNALE NUOVO IN UNA STORIA ANTICA

di Felice Di Nubila

Esce un nuovo periodico destinato ai cittadini di Francavilla, residenti ed emigrati, oltre che ad amici, Istituzioni, operatori che sono interessati alla vita di una Comunità attenta, operosa e aperta al mondo esterno.
E’ un paragrafo aggiornato della storia di questa Comunità; una storia che cominciammo a scrivere con il Convegno del 1989 sul «550 ANNIVERSARIO della Concessione dei Capitoli dei Monaci Certosini ai Vassalli della Media Valle del Sinni».

Fonte delle prime ricerche furono le Pergamene del Monastero di San Nicola in Valle di Chiaromonte; documenti preziosi, che la lungimiranza del Vescovo di Potenza, Mons. Bertazzoni, con il trasferimento dall’Archivio Vescovile alla Biblioteca del Seminario Regionale, salvò dalle fiamme del bombardamento, che distrusse l’Episcopio nel settembre del 1943.
A questi documenti ha attinto il professor Antonio Giganti dell’Università di Bari, con il sostegno del Comitato per la Ricerca Storica e con la pubblicazione del libro «FRANCAVILLA E LA MEDIA VALLE DEL SINNI» per l’Editore Antonio Capuano nel 1997.

Sono state, queste ricerche, i primi capitoli di una Storia, che vanno posti alla base di iniziative culturali, editoriali e giornalistiche finalizzate a indagini sul passato e a stimoli per il futuro.
Una Storia fino ad oggi sviluppata su tre epoche, che potremmo riassumere così:

1 -LE ORIGINI FEUDALI, quando fin dal 1433 la regina Giovanna II d’Angiò fondò il nuovo centro abitato per «congregare vassallos… in casali Rubri… qui… franci et liberi sint et esse debeant de angaria et parangaria»: furono poche decine di vassalli chiamati a guadagnare con il lavoro i primi diritti di proprietà, di libera circolazione, di scambi commerciali pur nei limiti di precise regole, volte al superamento delle schiavitù feudali.

2 -I MOTI RISORGIMENTALI, dal 1799 fino alla CIVILTA’ CONTADINA di Carlo Levi e di Rocco Scotellaro, quando insurrezioni, brigantaggio, dittature, democrazia, diedero occasione a molti di esprimere momenti di coraggio o di conformismo, di solidarietà, di sofferenza, di difesa o di apertura ai nuovi mondi, alle nuove civiltà dell’emigrazione: sempre con disponibilità a cogliere gli aspetti positivi e a pagare i naturali prezzi.

3 -IL SECONDO NOVECENTO E IL DUEMILA, quando tanti giovani e giovanissimi lasciarono le loro modeste famiglie per cercare in altri luoghi, vicini e lontani, un mestiere, una professione, un lavoro affrontando enormi sacrifici con le sole armi della volontà e delle capacità personali, a dispetto delle teorie del Familismo Amorale e della Filosofia della Miseria, scoperte negli anni Cinquanta da George Friedmann e da Edward Banfield in qualche paese della Valle del Sinni. Ne abbiamo ritrovati molti di questi giovani, negli anni recenti (non più giovani), in posizioni di rilievo: nei vari livelli delle Istituzioni Politiche, ai vertici della Magistratura, sulle Cattedre Universitarie, alla Direzione di Aziende Locali e Multinazionali, sempre apprezzati e soprattutto con un legame immutato verso la Comunità d’origine.

In questo scenario dobbiamo rilevare, a conclusione, per tutta la Comunità, le risposte positive alla tenacia, alla intraprendenza, alla creatività e agli sforzi profusi nelle conquiste civili e sociali, che è bene ogni tanto ricordare ai residenti e agli esterni.
Nelle iniziative delle Associazioni come la «Bottega delle idee» ritroviamo i segni principali della nostra Storia.
Con apprezzamento esprimiamo perciò l’augurio affettuoso, affinché le rievocazioni siano utile strumento per produrre ancora in futuro risposte positive nuove in questa lunga Storia antica.

UNA DATA E UN AVVENIMENTO DA NON DIMENTICARE

di Ulderico Scutari

  Lodevole iniziativa culturale a Francavilla.  Ad agosto scorso l’ associazione: “ La Bottega delle idee”, ha  presentato un ambizioso programma avvenimenti culturali, ricco di spunti innovativi, tra cui un sito web ed un blog aperto, per promuovere e valorizzare approfondimenti e chiarimenti di tematiche non solo culturali e a tutto campo. La prima iniziativa della serata è stata il riconoscimento a Maria Teresa Cupparo per aver illustrato su cartelloni, ricordi di molti nostri Avi e notizie rare. Un plauso è andato all’Amministrazione  Comunale, in modo particolare al Sindaco, Francesco Cupparo e all’Assessore alla Cultura, Cinzia Sorace, per aver Patrocinato e promossa l’iniziativa dell’Associazione, di premiare tre nostri giovani concittadini che negli anni hanno conseguito alti meriti professionali, sia nel Mondo Accademico-Universitario che Scientifico, in Italia e all’Estero. Gaetano Chiurazzi, professore nel    Dipartimento di Filosofia di Torino;    Domenico Lo Fiego, Preside della Facoltà di Agraria di Reggio Emilia; Gesualdo Scutari, Professore nel  Dipartimento di Ingegneria Elettronica nell’ Università Statale di New York, Sede di Buffalo. Numerosi i partecipanti, alcuni dei quali, con un passato politico importante , i senatori Mario Di Nubila e Guido Viceconte, Sottosegretario del Governo in carica che, dopo i ringraziamenti di rito e la ricostruzione storica di altri eventi significativi che hanno fatto la storia del nostro paese, si è complimentato con i componenti dell’Associazione per le interessanti iniziative in cantiere e per la programmazione della serata. Degno di nota è stata la mostra di oggetti antichi, una pregiata collezione del piccolo museo locale e altri interessanti lavori dell’artista Francesco Di Giacomo, meravigliosi plastici, “scorci di antichi rioni”, veri capolavori in miniatura. E’ auspicabile che questa e altre iniziative possano servire da stimolo e promuovere e valorizzare nuove risorse produttive locali che vedano i nostri giovani protagonisti di nuovi scenari di creatività e ingegno umano. Sono inoltre convinto che con l’impegno di tutti e l’adeguato contributo degli illustri concittadini parlamentari, questo nostro paese potrebbe compiere quel salto di qualità che lo porterebbe a conseguire alti traguardi di sviluppo e di crescita non solo nel campo delle Arti e della cultura, ma anche economico.

INTERVISTA AL SINDACO DI FRANCAVILLA: F. CUPPARO

di Ulderico Scutari

D.sindaco, lei è un imprenditore, che guida un’azienda sana, in crescita, che ormai ha interessi ed opportunità lavorative anche fuori della nostra regione. Cosa l’ha spinta ad accettare questa nuova sfida, guidare l’Amministrazione Comunale, che certamente impegnerà una parte considerevole delle sue energie?

R.quando ho deciso di accettare gli inviti che venivano da più parti della società a candidarmi alla carica di Sindaco di Francavilla, l’ho fatto con la consapevolezza che probabilmente portare l’esperienza e la mentalità imprenditoriale nella gestione di una pubblica amministrazione sarebbe servito a ottimizzarne l’efficienza al fine di rendere qualitativamente migliore la vita dei francavillesi. Io sono innamorato della mia terra, ho investito tanto in essa, con l’azienda e la squadra di calcio, perché credo fortemente che questa area sud della Basilicata abbia nel proprio embrione le potenzialità di un grande sviluppo. C’è bisogno però che l’azione amministrativa e politica venga effettivamente rivolta a far emergere tutte queste potenzialità e le enormi risorse naturali ed umane che ci sono.

D. Lei è Sindaco da circa un anno, quali sono state le prime iniziative assunte dalla sua Amministrazione e quali gli obiettivi immediati della sua azione politica?

R.nell’immediato questa nuova amministrazione ha cercato di rimettere in moto e velocizzare progetti già in itinere da tempo, che però per vari motivi non trovavano soluzione. Oltre a questo si è portata avanti l’attività vera e propria di programmazione, ricercando le risorse necessarie alla realizzazione di progetti seri tendenti alla crescita e allo sviluppo economico e sociale della comunità. Esempio del primo caso è l’accelerata impressa al lancio definitivo dell’Area Artigianale per la quale abbiamo velocizzato le procedure per il rilascio delle concessioni edilizie grazie a cui nel giro di pochi mesi molti capannoni hanno visto la luce. Esempio dell’attività di programmazione è la stipula con il Parco Nazionale del Pollino di un Protocollo d’Intesa per la realizzazione di un Parco Faunistico adiacente alla struttura ricettiva di “Bosco Avena” che sarà completata con un finanziamento regionale e che potrà diventare momento attrattivo per i turisti e per le numerose scuole dell’area.

D. Lei ha potuto registrare che da un quindicennio si verifica un progressivo spopolamento delle nostre contrade, i cui riflessi hanno conseguenze anche sotto il profilo dell’economia complessiva della comunità. Quali azioni ritiene debba mettere in campo la sua Amministrazione per frenare questo fenomeno, che rischia di creare squilibri all’interno del tessuto sociale ed economico del nostro comune?

R.lo spopolamento delle contrade è avvenuto negli anni perché la qualità dei sevizi in queste aree non è migliorata con la stessa rapidità con cui è avvenuto il processo di miglioramento del centro storico. Pensiamo infatti alle vie di accesso che per alcune contrade sono ridotte in uno stato davvero poco degno. Questa amministrazione punta molto sulle contrade, nel nostro programma elettorale abbiamo dato grande spazio ad esse ed in questi primi mesi di attività stiamo cercando di portare i servizi idonei ai cittadini residenti nelle nostre contrade montane. Esse per noi sono un importante risorsa sia culturale che economica, una risorsa da valorizzare attraverso la sistemazione innanzitutto delle strade ed incentivare attraverso la crescita e lo sviluppo di attività economiche inerenti il grande patrimonio naturale che l’area del Pollino offre.

D.negli ultimi anni si è accentuata la tendenza all’insediamento, anche di tipo economico, verso le aree periferiche, con un sostanziale abbandono del centro storico. Quali iniziative intende assumere l’Amministrazione comunale per  riqualificare il centro storico e di incentivare in esso attività sociali, culturali ed economiche? 

R. bisogna secondo me distinguere l’abbandono del centro storico dalla crescita esponenziale di aree un tempo periferiche ma che oggi, grazie ai tanti insediamenti sia residenziali che soprattutto commerciali, sono da definirsi aree contigue al centro storico e non certo periferiche. Per quanto riguarda invece la riqualificazione del centro storico, essa è certamente una delle priorità nell’agenda di questa amministrazione. Per rivitalizzare il centro storico c’è la necessità di renderlo nuovamente attrattivo e vivibile attraverso opere di riqualificazione urbana ed economica. La riqualificazione urbana passa attraverso lavori di abbellimento dei vicoli, delle piazzette, magari con la creazione di altre piccole piazzette caratteristiche mediante l’abbattimento di piccoli edifici fatiscenti. La riqualificazione economica passa invece attraverso l’incentivazione all’apertura di nuove piccole attività artigianali, di cui Francavilla è stata negli anni sempre all’avanguardia, mediante possibili riduzioni delle imposte comunali o altre misure di questo genere. Solo in questo modo il centro storico potrà essere di nuovo attrattivo e ridiventare il cuore pulsante della comunità.

D. il problema della mancanza del lavoro è una emergenza sociale diffusa in tutta la nazione, cui non rimane estraneo neanche Francavilla. Lei, che tanto ha fatto per questo settore, ha oggi una strategia per tentare di attenuare il fenomeno dell’emigrazione giovanile e quali azioni pensa di mettere in campo a favore dei giovani

R. noi pensiamo che un amministratore lungimirante debba creare i presupposti per il lavoro. Le antiche politiche clientelari che accontentavano parzialmente questa o quella persona al punto in cui siamo non servono più, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Noi cercheremo negli anni del nostro mandato amministrativo di fare in modo che si sviluppino tutte quelle progettualità che possano poi portare alla creazione di posti di lavoro duraturi nel tempo. Portare a termine lo sviluppo dell’area artigianale, riqualificare il centro storico, razionalizzare e migliorare l’offerta commerciale, incentivare le attività inerenti il comparto naturalistico nelle nostre contrade montane sono tutte azioni che muovono l’economia e che portano alla creazione di occupazione stabile. Non ci può essere sviluppo e crescita se i giovani, che sono la più grande risorsa che abbiamo, non trovano nella loro terra natìa alternative valide all’emigrazione. Noi dovremo essere bravi nel dar loro quella possibilità di scegliere che attualmente non hanno.

D. a che punto è il Regolamento Urbanistico e quali ritiene possano i tempi per la sua proposizione in Consiglio Comunale?


R. abbiamo velocizzato le procedure per l’approvazione del Regolamento Urbanistico che da più di 10 anni oramai rappresenta uno dei problemi più importanti per la nostra comunità. Dopo un positivo incontro a Potenza con i tecnici regionali ed i nostri progettisti siamo arrivati a fissare un incontro a Francavilla per riscontrare se le indicazioni ricevute siano state recepite nella redazione di tale regolamento. In caso positivo si potrà fissare la Conferenza di Servizio necessaria. C’è da sottolineare che, anche se la scadenza per l’approvazione di tale strumento è stata prorogata al 2013, si potrà utilizzare in deroga il vecchio piano regolatore, naturalmente nell’ipotesi in cui non contrasti con il nuovo Regolamento Urbanistico, appena il Consiglio Regionale ratificherà un deliberazione di Giunta Regionale che si è espressa in tal senso. In questo modo si potrà rimettere in moto l’edilizia che è una delle componenti più importanti del motore economico.
D. Il problema dei parcheggi in questo comune è antico e richiede soluzioni immediate, anche per migliorare la qualità della vita. Quali impegni può assumere per dare risposte ai suoi cittadini?


R. per rispondere prontamente al delicato problema dei parcheggi abbiamo finalmente cantierizzato la costruzione di un parcheggio in via De Gasperi, per il quale dal 2008 esisteva un finanziamento regionale e al quale non si era mai dato corso per problemi tecnici rimasti per anni colpevolmente irrisolti. Siamo sicuri che l’imminente nuova costruzione insieme ad un più efficace piano traffico in via di definizione, migliorerà nettamente la situazione esistente. Oltre a questo abbiamo in fase di studio una soluzione che stravolgerebbe in positivo la problematica, però prima di parlarne bisogna aspettare un po’ di tempo per dar modo di definire con esattezza il progetto.

D. Negli ultimi anni il nostro comune ha perso la centralità “politica” nell’area del senisese. Lei ha una strategia per riproporre Francavilla come paese guida per lo sviluppo di questo territorio?
R. la perdita della centralità nell’area del Senisese che Francavilla ha subito negli ultimi anni è stata essenzialmente dovuta alla debolezza dell’azione amministrativa di qualche amministratore precedente. Senza voler fare assolutamente polemiche pensiamo che il ruolo di leader nella zona stia gradualmente ritornando in capo a Francavilla semplicemente perché questa amministrazione sta operando con concretezza e fattività. Dimostrare di essere un’amministrazione forte porta automaticamente gli altri piccoli comuni dell’area a riconoscere la leadership e ad accodarsi nei progetti e programmi.
D.Il nostro comune è inserito nell’area-programma del lagonegrese-senisese. La costruzione di questa nuova architettura istituzionale è imminente. Quale ruolo ritiene possa avere la nostra comunità all’interno dell’area programma?

R. l’Area Programma di nuova costituzione, nelle intenzioni degli ideatori dovrebbe supportare l’attività regionale in modo da gestire alcuni importanti servizi in autonomia per fare in modo di calarli al meglio in ogni realtà della regione che può avere problematiche e connotazioni diverse da altre. Questo in teoria, in pratica saranno poi gli uomini i quali dovranno far sì che la pratica sia in linea con la teoria. Per quel che riguarda la mia elezione a Vice Presidente, lavorerò nel solco poc’anzi tracciato. Non mi interessano le cariche fini a se stesse, nel caso dovessi accorgermi che questo nuovo organismo altro non è che un altro inutile carrozzone politico, non esiterei un attimo a lasciare l’incarico e a denunciarne le inefficienze

LET’S PRACTICE ENGLISH TOGETHER 

di Nicola Melfi

La Scuola Primaria “A. Ciancia” dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco” di Francavilla in Sinni , rappresentata dall’insegnanteGinaAntoniettaMango, è fra i vincitori del “Label Europeo delle Lingue 2011” con il progetto “Let’s Practice English Together!”, la cui cerimonia si è svolta a Roma organizzata dal MIUR per valorizzare le esperienze italiane in Europa. Il progetto vincitore è un progetto etwinning incentrato sulla promozione dell’uso funzionale della Lingua Inglese quale mezzo per trasmettere e comunicare conoscenze legate a tutte le discipline e per descrivere e condividere aspetti della propria cultura e del proprio territorio. L’idea di progetto è stata concepita nell’ambito del programma etwinning, basato sullo scambio virtuale fra scuole europee. Essa è stata sviluppata nelle varie realtà scolastiche coinvolte, così diverse fra loro per aspetti geografici del territorio ( piccolo paese di collina dell’Italia meridionale,cittadina ricca di storia della Gran Bretagna meridionale, grandi città della Bulgaria e della Turchia), clima, cultura, lingua ed opportunità educative con l’intento di condividere, confrontare, comunicare similitudini e diversità e sentirsi parte di un unico retaggio storico: quello europeo. Rivolto agli alunni della scuola primaria, il progetto ha coinvolto, fin dalla prima, negli anni scolastici 2009- 2010 e 2010-2011, e coinvolge ancora, l’attuale classe 3^B della Scuola Primaria “A. Ciancia” dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco” di Francavilla in Sinni e ha perseguito i seguenti obiettivi: consolidare strutture e lessico relativi ai vari campi semantici; promuovere e consolidare semplici conoscenze legate a varie discipline utilizzando la Lingua Inglese; utilizzare la lingua scritta e orale per comunicare informazioni personali, stati d’animo, descrivere oggetti, persone, animali, esperienze didattiche; conoscere e confrontare aspetti tipici del proprio territorio . Tutte le attività del progetto sono state parte integrante del curricolo delle discipline coinvolte: Italiano, Storia,Geografia, Ed Ambientale, Inglese, Informatica. Tutti i prodotti socializzati e condivisi sul blog e sul twinspace sono stati il risultato delle normali attività didattiche svolte in classe e nei laboratori e previste nelle progettazioni didattiche elaborate dai docenti. Sono stati utilizzati : fotocamera digitale, scanner, audio registratore digitale, Word, Paint, Power Point, Windows Movie Maker, You Tube, Slide Maker, Glogster, Onetruemedia, Blog e Twinspace etwinning. Sono stati prodotti: Filmati con disegni e fotografie, colonne sonore ( dialoghi, canti, filastrocche in Lingua Inglese) prodotte e registrate dagli alunni, registrazioni video di canti, dialoghi, filastrocche e altre attività didattiche. Sono stati anche ricercati nel web e postati sul blog materiali, prodotti da terzi, utilizzati per il consolidamento di strutture e lessico studiati in classe. tecnologie informatiche.

L’ALBERO DELLA LIBERTÀ A FRANCAVILLA SUL SINNI (1799)

di Giovanni Fortunato

Una delle pagine più interessanti della storia francavillese appare, ancora ai nostri giorni, la “installazione” dell’albero della libertà avvenuta nel 1799 quando l’eco dei moti rivoluzionari di Napoli arrivò nelle nostre contrade. Fremiti di libertà, riscossa dai soprusi dei dominatori del tempo trovarono nella nostra Francavilla un terreno assai fertile: avvertì, infatti, subito quel risveglio che, come corrente magnetica, si diffondeva per tutto il Mezzogiorno dove, come dice il Colletta nella sua “Storia del Reame di Napoli”, “lo stato di Repubblica trovò maggior numero di seguaci, avidi forse di vendicare le patite ingiurie da feudalità tiranne.”. Non bisogna dimenticare che Francavilla, di fatto, sin dalla concessione degli “statuti” di libertà del 1439, era assoggettata alla baronia monastica dei Certosini di San Nicola in Valle di Chiaromonte. Non disponiamo ancora di notizie certe sui rapporti intercorrenti tra i monaci ed i coloni che si erano stabiliti nel borgo francavillese, al di là degli obblighi sanciti con l’atto notarile Notaio Apostolico Tommaso Dantolo e contenuti nella pergamena da me tradotta nel 1989, in occasione dei coloni che si erano stabiliti nel borgo francavillese, al di là degli obblighi sanciti con l’atto notarile Notaio Apostolico Tommaso Dantolo e contenuti nella pergamena da me tradotta nel 1989, in occasione della solenne celebrazione del 550° anniversario della concessione dei capitoli,”…li frati volino dalle detti vassalli primo et principalmente che siano buoni uomini et timorati di Dio, che guardino le domeniche et altre feste comandate et andino omne festa a vedere la Messa e guardino tutti gli altri comandamenti di Dio e faccino elemosine quando ponno: Item detti frati non volino nella loro terra latruni, barattieri, puttanieri, renegati, imbriacuni e che portino odio l’uno all’altro e volino che siano buoni uomini e legali et ognuno si guardi la sua roba..  Inoltre i monaci pretendevano:

1)la decima di ogni prodotto (grano, vino, olio, miele, cera, gelsi, seta, bambagia, orzo, fave, lino, ceci, legumi in genere);

2)la decima del bestiame;

3)la decima del legname.

Con queste condizioni è di tutta evidenza che la baronia esercitata dai Monaci sui francavillesi non doveva essere proprio idilliaca.
Le migliaia di documenti riguardanti le varie attività della Certosa giacenti presso la Curia Arcivescovile di Potenza attendono una riscoperta attraverso una puntuale traduzione e altrettanto puntuale contestualizzazione storica. Possa essere questa esigenza uno stimolo efficace ed un invito ai giovani studiosi di storia locale affinché diano luce a tanta parte della nostra storia s o m m e r s a , c o n t i n u a n d o quell’eccezionale impegno profuso alle soglie degli anni ’90 dall’Ing. Felice Di Nubila, dal compianto Direttore Didattico Antonio Ciancia, dal Prof. Antonio Grimaldi, dal Prof. Giovanni Percoco e da chi scrive. Ritornando a quello che si può ragionevolmente supporre, i rapporti tra i monaci-baroni ed i villici dovevano essere abbastanza conflittuali, se con l’occasione della rivoluzione partenopea, si scatenò anche a Francavilla una serie di manifestazioni che culminarono, come ci documentano diversi storici (Pesce, Pedio ed altri),nella costituzione della Municipalità da parte di uno studente francavillese, tale Biagio Andrea Amato, figlio del Notaio Biagio Matteo, qui arrivato da Napoli con le mansioni di Commissario repubblicano.  Aderirono, tra gli altri il dottore fisico Giovanni Mango ed il Sacerdote Marzio Gramigna.  L’installazione dell’albero della libertà, sormontato dal berretto frigio, con grande concorso di popolo avvenne con l’accompagnamento canoro de “Idritti dell’uomo” musicato dal M° Cimarosa:  “D’un dispotico potere/Ite al foco infami editti,/son dell’uomo i primi dritti:/Uguaglianza e libertà./Non v’è servo, né signore,/Vincitor non v’è, né vinto;/Sol dall’un l’altro è distinto/ Per comune utilità./  Ma cos’è l’Albero della Libertà?   Mi piace riferire la definizione che ne dà Tommaso Pedio nella sua “Storia della Basilicata raccontata ai giovani: “E’un palo di legno o un tronco di un albero. Esso rappresenta l’emblema della Repubblica e il simbolo della libertà…Sotto l’Albero si svolgono tutte le cerimonie più importanti: il giuramento dei municipalisti e delle guardie civiche…sotto l’Albero si porta il bambino ancora in fasce perché cresca sano e felice…sotto l’Albero si celebrano i matrimoni…

 

 

F.C. FRANCAVILLA: IL PUNTO DI PARTENZA

di Sergio Cupparo

Stagione 2005/2006, per il Francavilla si tratta della prima e storica partecipazione al campionato di serie D. La stagione precedente aveva visto la trionfale galoppata verso la vittoria nel campionato regionale di eccellenza lucana e l’estate seguente aveva visto la trepida attesa dei tifosi, vogliosi di assaporare una nuova esperienza, ma soprattutto curiosi di sapere quale girone ci toccasse. Girone I fu l’esito del sorteggio e prima partita contro il Siracusa. Quell’anno fu all’insegna della Sicilia, 9 trasferte nell’isola, un pari, otto sconfitte e spareggio finale contro il Trapani. Incontro a Porte chiuse contro il Trapani, tifosi assiepati nei posti più impensabili, balconi stracolmi e tensione alle stelle. Adamo Digno a 5°minuti dalla fine va a segnare quel goal, di testa, che permise al Francavilla la permanenza in serie D. Era il Francavilla allenato da Pasquale Logarzo, il primo Francavilla versione serie D, una stagione che fu la pietra miliare di quello che è stato il prosieguo nel massimo campionato dilettanti. Ne ha percorsa di strada il Francavilla da quella stagione 2005-2006. Da cenerentola ad apprezzata ed ammirata società, alla settima stagione   in Serie D, la sesta targata mister Ranko Lazic. Un crescendo di risultati che ha portato al migliore piazzamento, alla fine dello scorso campionato, con un esaltante sesto posto. Sorpresa Francavilla?assolutamente no, semmai può esser definita la novità del girone h. F.C. nel caso del Francavilla significa football club ma può essere anche inteso come le iniziali di Franco Cupparo, colui cioè che ha reso possibile il miracolo calcistico Francavilla. Prima come giocatore, ha indossato la gloriosa rossoblù fino all’età di quarantacinque anni, e poi come presidente,sul finire degli anni 80,ha portato una squadra ,espressione di un paese di neanche 4.500 abitanti,e di una zona forse tra le più povere del sud, alla ribalta del calcio nazionale dilettantistico.La sua esperienza e la grande capacità, non solo sportivo, ne hanno fatto uno dei più apprezzati dirigenti della lega di serie D, tanto da affidargli l’incarico quale responsabile del sud per la federazione. La stagione 2011/2012 si è aperta all’insegna delle grandi novità, Franco Cupparo, chiamato a compiti ben più importanti, è stato eletto sindaco di Francavilla sul Sinni,ha lasciato l’incarico di presidente al figlio l’Ing.Antonio Cupparo. Compito non facile per il giovane presidente che, come il padre,ha militato a lungo come calciatore nel Francavilla ed oggi ne ricopre il ruolo di massimo rappresentante, la storia si ripete. Certo non è pensabile che il nuovo corso possa avere il tasso di crescita di quello precedente, significherebbe arrivare in serie A o quasi. I sogni son desideri, recitava una vecchia canzone, ed hanno anche il pregio di non costare nulla. Il giovane presidente ha già ottenuto un record, quello di aver assaporato la prima posizione in classifica, cosa mai riuscita al padre, e, se il buon giorno si vede dal mattino……., in fondo i sogni son desideri ed hanno il pregio di non costare nulla.

FRATELLI CAFARO: LA STAGIONE SPORTIVA

di Antonio Sarubbi

 

La Società nasce nel 1987 come scuola calcio Napoli “Modesto Ferlaino”, nel 1993 prende la denominazione di Associazione Sportiva “Fratelli Cafaro” in memoria dei fratelli Osvaldo e Prospero Cafaro, due giovani della comunità francavillese che militavano nella squadra di categoria allora chiamata “Lucania 86” e che per un tragico destino persero la vita in due diversi incidenti stradali.

Nella stagione sportiva 2011/2012, l’Associazione Sportivaconta:
-32 tesserati che militano nel campinato di 2° categoria;
-20 tesserati del settore giovanile e che partecipano al campionato Provinciale Allievi;
-60 iscritti che frequentano le attività di base della Scuola Calcio.
Attività e i campionati al quale partecipa la Fratelli Cafaro sono:
scuola calcio; primi calci; piccoli amici; pulcini; esordienti.

Attività giovanile: allievi provinciali. Categoria dilettante: seconda categoria regionale.
L’organigramma societario per la corrente stagione sportiva è formato da: Sarubbi Antonio (Presidente); Viceconte Vincenzo (Vicepresidente); Maurella Davide (Direttore Generale) ; Bitonte Fabio, De Vincenzo Giovanni Battista, Di Nubila luciano, Durante Giovanni, Ferrara Paolo, Lofrano Gianni, Mastropierro Agostino, Maurella Mauro, Paternostro Pasquale, Petroccelli Vincenzo, Rossi Francesco (Consiglieri); Fanelli Paolo (Responsabile Scuola Calcio); Arleo Antonio (Segretario); Mele Franco (Cassiere); Di Nubila Antonio (Direttore Tecnico); Fanelli Francesco ( Direttore Sportivo); Marziale Gaetano ( Tecnico Prima Squadra).La rosa dei calciatori appartenenti alla Seconda Categoria è formata esclusivamente da giovani residenti, infatti, molti di essi aveva quasi “appeso scarpe al chiodo” e grazie alla fiducia e alla stima reciproca fra tesserati e società, si è riusciti a rigenerarli tanto da formare un gruppo di amici che condividono la stessa passione per il calcio e l’amore per il proprio paese.

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